Il Castello

Il castello di Zena
Modello di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio storico

Il castello di zena visto dal lato sud
Il castello di Zena visto dal lato sud

Il castello di Zena è situato nella pianura piacentina fra Fiorenzuola e Piacenza.
E’ un compendio di sei edifici storici, per  una superficie complessiva di 4.000 mq., inseriti in un’area verde di circa 20.000 mq..
E’ affiancato da un’azienda agricola di circa 40 Ha, in un contesto territoriale di alto valore paesaggistico.
La quasi totalità degli edifici e le aree circostanti sono soggetti a vincolo per il loro valore storico e architettonico e l’edificio principale, cioè il castello, contiene numerosi ambienti affrescati.
Oltre ad essere una testimonianza storica del Medioevo e del Rinascimento, esso è oggi il punto di riferimento per ricerche, studi, riflessioni e confronti sul tema del restauro, della funzionalizzazione e della valorizzazione del patrimonio culturale edificato.
Questo compendio di edifici storici, grazie al progetto innovativo in corso di redazione, si propone come grande vetrina di soluzioni tecnologiche ed impiantistiche non meno che di restauro, e costituisce una grande opportunità di aggregazione di partner industriali interessati ai vari temi concernenti la valorizzazione del patrimonio edilizio.

Castello di Zena. Il portale d’ingresso e il ponte sul fossato

Alla lunga e qualificata tradizione nel campo del restauro, che contraddistingue l’Italia e le sue istituzioni, e che è stata collaudata in molti decenni di intenso lavoro su un patrimonio unico al mondo, non sempre è corrisposta un’altrettanto qualificata competenza tecnica per la rifunzionalizzazione di strutture ed edifici di alto valore storico, artistico ed architettonico.

Castello di Zena. La corte interna

Ancor oggi infatti, nonostante vi sia una forte tendenza, in campo pubblico e privato, ad intervenire per la conservazione di un patrimonio che, se lasciato a se stesso, rischia continuamente di deperire e di dissolversi, la ricerca industriale a livello impiantistico non ha fatto ancora registrare quella evoluzione che sarebbe stata necessaria.

In tal senso gli interventi volti a garantire un alto grado di compatibilità fra il più aggiornato livello tecnologico e le caratteristiche estetiche e strutturali degli edifici storici sono ancora abbastanza saltuari e non sempre corrispondono alle aspettative.

Il castello di Zena visto da ovest.

In molti casi la difficoltà nel trovare soluzioni funzionali ha imposto di rinunciare ad individuare destinazioni d’uso pubbliche e private dotate di qualche prospettiva economica per edifici di  valore storico, riducendo l’intervento nella migliore delle ipotesi a forme di semplice conservazione, certamente pregevole, ma insufficiente per garantire quella sostenibilità economica che si presenta come condizione sempre più irrinunciabile per la stessa tutela del patrimonio culturale.

Castello di Zena. Il salone affrescato.

Questa è una delle ragioni di fondo che, unita all’opportunità di avere a disposizione nel compendio del castello di Zena un’ampia articolazione di problematiche ed un ampio ventaglio di possibilità, ha indotto la proprietà dello stesso, fin dai primi approcci ad un consistente progetto di intervento, a prefigurare un programma di ricerca (S.O.C.R.A.T.E.S.).

Esso è finalizzato ad approfondire e ad applicare all’intervento di conservazione e valorizzazione metodologie innovative, affrontando come centrali i temi delle destinazioni d’uso, del risparmio energetico, della dotazione impiantistica, delle soluzioni funzionali nel contesto degli edifici storici, in un quadro di compatibilità generale col patrimonio esistente e con l’ambiente circostante.

Castello di Zena. Il loggiato nella corte.

L’ambizione è da un lato quella di realizzare un intervento che, sperimentando nuove tecnologie ed applicazioni, rappresenti un “modello” che rivesta anche un interesse di carattere generale e dall’altro quella di costruire un’aggregazione stabile di partner industriali e di competenze in grado di orientare e supportare anche professionalmente i progetti di valorizzazione.

In tal senso esso può contribuire ad orientare i soggetti pubblici e privati, proprietari di edifici storici, nell’identificare le migliori opportunità per i propri progetti di recupero e rifunzionalizzazione. In questo spirito inoltre assume particolare significato l’obiettivo di coinvolgere, nello studio e nella realizzazione delle soluzioni impiantistiche, imprese qualificate ed interessate a partecipare mettendo in campo proprie competenze e sperimentando l’applicazione di proprie tecnologie.